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Il 25 maggio

 

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Oggi ricorre la nascita di San Pio da Pietrelcina.
Pietrelcina, suo paese natale, è in festa perchè si fa memoria di questo grande dono.
“Dove posa lo sguardo un uomo di Dio, nella terra segnata dalle sue orme,
nella casa dove egli poggia il suo corpo per riposarsi e nei cuori amati dal suo cuore,
lì si posa la benedizione di Dio”

IL 25 MAGGIO
Il tuo materno cuore
esulta, o pia Giuseppa.
Che delizioso bimbo!
Da te bellezza ha preso,
dal Cielo tanta luce.

Lo sguardo del tuo ninno
t’imperla di sorriso.
Tu, mamma, presagisci
la volontà di Dio
su questo dolce figlio.

Il mondo adesso ignora
che grazia è questo evento,
ma un giorno non lontano
vedrà i gloriosi segni
e gioirà con te.

Saprai con tenerezza
nutrirlo del tuo latte,’
temprarlo con la fede.
A fianco ti sarà
il generoso Grazio.

Bontà, saggezza e forza
rifulgeranno in lui
con armonia perfetta.
Seguendo San Francesco,
raggiungerà la meta.

P. Guglielmo Alimonti Capp
“Pietrelcina non sei più piccola”, pg 7

Come a Nazareth

Sacra Famiglia
Resterò con voi ok
…e lì è voluta restare Madre Gabriella.
Ma non sola, cercava una casa, cercava amore per le sue ragazze, per i suoi bambini
e lì l’ha trovato.
Come a Nazareth, una famiglia che accoglie un cuore che ama:
nasce l’Opera Santa Maria di Nazareth.
Fondamenta dell’Opera: umiltà, silenzio, sacrificio.
Quello che Madre Gabriella ha trovato nella piccola casa di Nazareth:
Umiltà:
“Eccomi, sono la serva del Signore”.
Con quell’eccomi, con l’essere “serva” Maria diventa la Madre di Dio.
Con il suo “eccomi” Madre Gabriella, e chi con, e dopo di lei, diventa Madre
di chi chiede il suo aiuto, del Gesù vivo e nell’ultimo degli ultimi.
La serva diventa madre.
L’umile non è rinunciatario ma riceve la pienezza di Dio in lui.
Silenzio:
Giuseppe intuisce ma tace, non capisce ma tace, obbedisce e tace, prega: il suo silenzio ha una voce, quella di Dio che parla al suo cuore.
Il silenzio si trasforma in parola, forza, amore; la grazia opera:
espandere attorno a sé, senza parole, quello che mi sembra essenza del cattolicesimo: Amore di Dio operante nelle sue creature” (Madre Gabriella)
Sacrificio:
Offrire a Dio con umiltà per essere capaci di offrire al prossimo nel Suo amore
e per Suo amore.
Così scrive Madre Gabriella:
… non basta la Vocazione Religiosa così come è comunemente intesa,
ossia il desiderio di salvare la propria anima attraverso i tre Santi Voti
in un particolare stato di vita, ma piuttosto il desiderio ardente
di salvare le anime con il sacrificio totale di sé, essere corredentrici con Cristo,
ripetere con san Giacomo:
“Chi salva l’anima del fratello salva la propria”, dimenticarsi perché Cristo sia ricordato, non ritenere altro che questo: Cristo sarebbe morto anche per un’anima sola …”.
Pazienza, carità somma, compassione intesa come patire con, facendo proprio il dolore del prossimo, sono i sentimenti con cui Madre Gabriella ha avvolto le sue ragazze e i loro bambini. Così scrive:
Tutte le azioni, le aspirazioni, i pensieri devono tendere a questo duplice scopo: Riparazione verso Dio – Carità verso le assistite

L’amore di Gesù fa sì che ogni membro dell’Opera, laico o consacrato, rinunci a se stesso: viva, doni, soccorra come il “buon samaritano”.
Questo è seguire e servire “come MariaGesù a Nazareth:

Gesù di Nazareth