Casa Nazareth

Il giorno 8/5/2010 abbiamo ricevuto la visita della classe 5 D
del Liceo Socio-psico-pedagogico dell’Istituto Magistrale Guglielmo Marconi di Pescara.

Questa è la testimonianza che ci hanno donato le ragazze del Liceo, raccolta in un fascicolo creato da loro con molto amore. E ora, con gioia, lo vogliamo condividere con tutti.

Casa Nazareth

Casa Nazareth nasce nel marzo del 1956 ad opera di Madre Gabriella Merli, che decise di aprire una casa dove accogliere ragazze madri in difficoltà.

Ragazza in attesa

La struttura, prese il nome di “Casa Nazareth” poichè doveva modellarsi sullo stile di quella di Nazareth, basandosi quanto meno possibile sugli stessi principi, quali conforto, affetto, protezione, consiglio e reciproco aiuto.
Le persone accolte sono gestanti senza distinzione di nazionalità e di religione, ragazze e madri di famiglia, con i loro bambini, dalla nascita fino ai primi anni della scuola primaria.

Bimbi universali

La permanenza nell’Opera è legata ai tempi necessari alla mamma per acquisire un’autonomia adeguata ad una vita dignitosa per sè e i propri figli, riprendendo così fiduciosamente il prorio cammino …

Mamma bimbo

Nonostante i quattro anni di liceo socio-pedagogico, fin’ora non abbiamo mai sentito l’esigenza di osservare da vicino questa realtà, anche perchè non ne eravamo pienamente a conoscenza: fino a quando una nostra compagna di classe, ci ha resi partecipi della sua esperienza in questo centro di accoglienza!

Casa Nazareth
Casa Nazareth

L’idea di vivere quest’esperienza ci ha entusiasmati subito, tanto da organizzare il tutto nel giro di pochi giorni! Le aspettative erano ben diverse, ci aspettavamo un’uscita prettamente scolastica, invece si è rivelata una vera e propria esperienza di vita, accompagnata da attimi di divertimento con i bambini della casa.
– La partenza era prevista per le 9.00 e siamo arrivati precisamente al centro intorno alle 10.00.
– L’accoglienza è stata molto calorosa, ci hanno guidato all’interno della struttura, mostrandoci come si svolgeva la vita nel centro.

Casaesterno

All’esterno vi era un ampio spazio verde dove i bambini potevano giocare allegramente, e passo dopo passo la Suora Madre ci ha narrato la storia di questa casa e chi l’aveva fondata.
– Entrate nella sala grande ci hanno fatto trovare una tavola imbandita di cibo e bevande per la colazione. Improvvisamente intorno ad essa sembravamo tutti come una grande famiglia, il silenzio era interrotto dai vari racconti delle suore e di noi ragazzi che ascoltavamo amabilmente.

VisitaLiceo

Ci hanno mostrato vari album di foto, dove tra l’altro abbiamo notato alcune foto di Anna da piccola.
Concludendo possiamo affermare che quella giornata non ci ha dato altro che la possibilità di aprire gli occhi e capire che all’esterno c’è un mondo tutto da scoprire, con gioie come la nascita di un bambino, e dolori come la solitudine in quelle circostanze. Ci ha illustrato una possibile scelta lavorativa per il nostro futuro che sia inerente al percorso già intrapreso.
Le emozioni da raccontare sarebbero infinite ma quello che più ha colpito il nostro cuore, è la prova vivente di come si vive bene all’interno di questo istituto e lo notiamo bene dai racconti della nostra compagna di classe.

A CASA NAZARETH
Una parte della mia infanzia lì ho avuto,
i più preziosi momenti che ho vissuto
momenti abbaglianti, variopinti, vestita a festa
che rimarranno sempre nella mia testa.

Gli occhi di Ancilla pieni di luce
che verso la sicurezza ti conduce,
il respiro di Dio si sente
che non ti abbandona per niente.

Lì c’è la bellezza del mondo
la gioia e il dolore più profondo,
bambini che ridono nel sogno
e delle mamme hanno bisogno.

Il tenero sorriso dell’infanzia
il saluto scambiato con esultanza,
batte tranquillo un tenero cuore
che viene riempito da tutti con tanto amore.

Qui sgorga la fonte dell’essere
e si cura ogni malessere,
qui ogni vita desidera vivere e amare
così il cuore di Dio d’amore si potrà colmare.
Anna Ferri

Ragazzasole

“Soltanto una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena di vivere”
Einstein

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