Archivi del mese: aprile 2015

Le vacanze, momenti di gioia e di crescita

Questa è la galleria delle foto più belle dei momenti di vacanza insieme.
Il tempo dedicato alle vacanze, non è solo un momento di svago, ma è sopratutto un’occasione preziosa di crescita e condivisione delle cose più belle, come il gioco, la creatività, o semplicemente il vivere come fratelli.

Casa Nazareth

Il giorno 8/5/2010 abbiamo ricevuto la visita della classe 5 D
del Liceo Socio-psico-pedagogico dell’Istituto Magistrale Guglielmo Marconi di Pescara.

Questa è la testimonianza che ci hanno donato le ragazze del Liceo, raccolta in un fascicolo creato da loro con molto amore. E ora, con gioia, lo vogliamo condividere con tutti.

Casa Nazareth

Casa Nazareth nasce nel marzo del 1956 ad opera di Madre Gabriella Merli, che decise di aprire una casa dove accogliere ragazze madri in difficoltà.

Ragazza in attesa

La struttura, prese il nome di “Casa Nazareth” poichè doveva modellarsi sullo stile di quella di Nazareth, basandosi quanto meno possibile sugli stessi principi, quali conforto, affetto, protezione, consiglio e reciproco aiuto.
Le persone accolte sono gestanti senza distinzione di nazionalità e di religione, ragazze e madri di famiglia, con i loro bambini, dalla nascita fino ai primi anni della scuola primaria.

Bimbi universali

La permanenza nell’Opera è legata ai tempi necessari alla mamma per acquisire un’autonomia adeguata ad una vita dignitosa per sè e i propri figli, riprendendo così fiduciosamente il prorio cammino …

Mamma bimbo

Nonostante i quattro anni di liceo socio-pedagogico, fin’ora non abbiamo mai sentito l’esigenza di osservare da vicino questa realtà, anche perchè non ne eravamo pienamente a conoscenza: fino a quando una nostra compagna di classe, ci ha resi partecipi della sua esperienza in questo centro di accoglienza!

Casa Nazareth
Casa Nazareth

L’idea di vivere quest’esperienza ci ha entusiasmati subito, tanto da organizzare il tutto nel giro di pochi giorni! Le aspettative erano ben diverse, ci aspettavamo un’uscita prettamente scolastica, invece si è rivelata una vera e propria esperienza di vita, accompagnata da attimi di divertimento con i bambini della casa.
– La partenza era prevista per le 9.00 e siamo arrivati precisamente al centro intorno alle 10.00.
– L’accoglienza è stata molto calorosa, ci hanno guidato all’interno della struttura, mostrandoci come si svolgeva la vita nel centro.

Casaesterno

All’esterno vi era un ampio spazio verde dove i bambini potevano giocare allegramente, e passo dopo passo la Suora Madre ci ha narrato la storia di questa casa e chi l’aveva fondata.
– Entrate nella sala grande ci hanno fatto trovare una tavola imbandita di cibo e bevande per la colazione. Improvvisamente intorno ad essa sembravamo tutti come una grande famiglia, il silenzio era interrotto dai vari racconti delle suore e di noi ragazzi che ascoltavamo amabilmente.

VisitaLiceo

Ci hanno mostrato vari album di foto, dove tra l’altro abbiamo notato alcune foto di Anna da piccola.
Concludendo possiamo affermare che quella giornata non ci ha dato altro che la possibilità di aprire gli occhi e capire che all’esterno c’è un mondo tutto da scoprire, con gioie come la nascita di un bambino, e dolori come la solitudine in quelle circostanze. Ci ha illustrato una possibile scelta lavorativa per il nostro futuro che sia inerente al percorso già intrapreso.
Le emozioni da raccontare sarebbero infinite ma quello che più ha colpito il nostro cuore, è la prova vivente di come si vive bene all’interno di questo istituto e lo notiamo bene dai racconti della nostra compagna di classe.

A CASA NAZARETH
Una parte della mia infanzia lì ho avuto,
i più preziosi momenti che ho vissuto
momenti abbaglianti, variopinti, vestita a festa
che rimarranno sempre nella mia testa.

Gli occhi di Ancilla pieni di luce
che verso la sicurezza ti conduce,
il respiro di Dio si sente
che non ti abbandona per niente.

Lì c’è la bellezza del mondo
la gioia e il dolore più profondo,
bambini che ridono nel sogno
e delle mamme hanno bisogno.

Il tenero sorriso dell’infanzia
il saluto scambiato con esultanza,
batte tranquillo un tenero cuore
che viene riempito da tutti con tanto amore.

Qui sgorga la fonte dell’essere
e si cura ogni malessere,
qui ogni vita desidera vivere e amare
così il cuore di Dio d’amore si potrà colmare.
Anna Ferri

Ragazzasole

“Soltanto una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena di vivere”
Einstein

S. Martino de Porres

SMartinodePorres
San Martino de Porres – Religioso domenicano

Madre Gabriella ha nutrito una profonda devozione nei confronti di San Giuseppe,
Custode della Santa Famiglia, e di San Martino de Porres, religioso domenicano,
da lei scelto come protettore dei bambini ospiti dell’Opera, perchè figlio di una ragazza madre; devozione, questa, che ha trasmesso a tutti i membri dell’Opera.

San Martino de Porres nacque a Lima in Perù nel 1579.
Il padre, un nobile spagnolo, si curò poco del figlio; la madre, una ex schiava di origine africana, cercò, invece, di dargli un minimo di istruzione.
Da giovane Martino soffri molto per la sua condizione di figlio illegittimo e di mulatto,
ma tutto sopportò con serena umiltà.
Desideroso di donare la vita a Dio ed ai poveri entrò nell’Ordine domenicano come terziario addetto ai lavori più umili.
Successivamente, per le sue straordinarie qualità, divenne fratello collaboratore e infermiere. In tempo di carestia chiese di essere venduto come schiavo per aiutare l’economia del convento. Durante una epidemia di peste curò e salvò tanti confratelli contagiati dal terribile morbo.
In tanti si rivolgono a lui per chiedere consiglio; tra questi il viceré del Perù e l’arcivescovo di Lima.
Devotissimo dell’Eucaristia passava buona parte della notte in adorazione mentre le ore del giorno le spendeva prendendosi cura dei malati, dei poveri e degli orfani.
“Amabile figura traduceva l’incontro col Signore nel servizio dei sofierenti, nella cura dei deboli e dei dimenticati” (J. Ratzinger,l Congresso Eucaristico Diocesano, Benevento).
Morì il 3 novembre del 1639.
Proclamato Beato da Papa Gregorio XVI nel 1837, fu canonizzato da Giovanni XXIII il 6 maggio 1962.
San Martino de Porres è considerato il primo santo di colore della Chiesa Cattolica.

S.MartinoPorres

Le Feste più belle

Il Natale, la Festa della Gioia


Questa è la galleria delle foto di Natale.
Il Natale è la festa più bella, ci ricorda il dono più grande che abbiamo ricevuto.
Quale occasione migliore per fare festa insieme?
Sopratutto per ricordarci che ognuno di noi è “dono” all’altro.

L’Epifania, la festa della Vita


Questa è la galleria delle foto dell’Epifania.
Questa festa chiude il tempo di Natale e noi la dedichiamo sopratutto ai bimbi,
per trasmettere loro, con il dono, l’amore per la Vita che si manifesta sempre,
sopratutto nelle cose più semplici, come il fare “festa insieme”, al di là di ogni nostro credo.

La Pasqua, la Festa delle feste


Questa è la galleria delle foto di Pasqua.
Spesso nel giorno di Pasqua si celebra il Battesimo di qualche bimbo,
è un momento di grande gioia e condivisione.
I bambini percepiscono l’arrivo della primavera, della vita che si rinnova, gioiscono insieme e aiutano “i grandi” a ricordare che la Vita è sempre il dono più prezioso.

Vita mia

vita mia

Sì…è la “vita mia”, questo vorrei dire a te, mamma: “Corri, non fuggire davanti alla “vita”, questo dono riempirà il tuo cuore e i tuoi occhi di gioia, come puoi vedere…”.
Crescerò con te, “tesoro”, diventeremo grandi insieme, piccola mia.

Come a Nazareth

Sacra Famiglia
Resterò con voi ok
…e lì è voluta restare Madre Gabriella.
Ma non sola, cercava una casa, cercava amore per le sue ragazze, per i suoi bambini
e lì l’ha trovato.
Come a Nazareth, una famiglia che accoglie un cuore che ama:
nasce l’Opera Santa Maria di Nazareth.
Fondamenta dell’Opera: umiltà, silenzio, sacrificio.
Quello che Madre Gabriella ha trovato nella piccola casa di Nazareth:
Umiltà:
“Eccomi, sono la serva del Signore”.
Con quell’eccomi, con l’essere “serva” Maria diventa la Madre di Dio.
Con il suo “eccomi” Madre Gabriella, e chi con, e dopo di lei, diventa Madre
di chi chiede il suo aiuto, del Gesù vivo e nell’ultimo degli ultimi.
La serva diventa madre.
L’umile non è rinunciatario ma riceve la pienezza di Dio in lui.
Silenzio:
Giuseppe intuisce ma tace, non capisce ma tace, obbedisce e tace, prega: il suo silenzio ha una voce, quella di Dio che parla al suo cuore.
Il silenzio si trasforma in parola, forza, amore; la grazia opera:
espandere attorno a sé, senza parole, quello che mi sembra essenza del cattolicesimo: Amore di Dio operante nelle sue creature” (Madre Gabriella)
Sacrificio:
Offrire a Dio con umiltà per essere capaci di offrire al prossimo nel Suo amore
e per Suo amore.
Così scrive Madre Gabriella:
… non basta la Vocazione Religiosa così come è comunemente intesa,
ossia il desiderio di salvare la propria anima attraverso i tre Santi Voti
in un particolare stato di vita, ma piuttosto il desiderio ardente
di salvare le anime con il sacrificio totale di sé, essere corredentrici con Cristo,
ripetere con san Giacomo:
“Chi salva l’anima del fratello salva la propria”, dimenticarsi perché Cristo sia ricordato, non ritenere altro che questo: Cristo sarebbe morto anche per un’anima sola …”.
Pazienza, carità somma, compassione intesa come patire con, facendo proprio il dolore del prossimo, sono i sentimenti con cui Madre Gabriella ha avvolto le sue ragazze e i loro bambini. Così scrive:
Tutte le azioni, le aspirazioni, i pensieri devono tendere a questo duplice scopo: Riparazione verso Dio – Carità verso le assistite

L’amore di Gesù fa sì che ogni membro dell’Opera, laico o consacrato, rinunci a se stesso: viva, doni, soccorra come il “buon samaritano”.
Questo è seguire e servire “come MariaGesù a Nazareth:

Gesù di Nazareth

 

Come sta scritto

Martedì 27 agosto 2014

“Opera Santa Maria di Nazareth”
Cappella Francavilla al Mare Via Figlia di Iorio

Concelebrazione Eucaristica

Omelia di Padre Guglielmo Alimonti OFM cap

E’ stato notato con attenzione e compiacenza dai commentatori del Vangelo e della Bibbia la sottomissione di Maria e Giuseppe alla legge di Dio.
Fanno quello che tutti gli altri fanno, non si escludono per ragioni di privilegio; la Madonna potrebbe dire: ”Sono la Madre di Dio, non sono soggetta a queste piccole regole tradizionali, come il rito della purificazione!”
No, lei accetta pienamente. Gesù farà lo stesso. Quando dovrà iniziare la vita pubblica, andrà nel Giordano e chiederà al grande Battista, il proprio precursore, di essere battezzato da lui.
Giovanni Battista: “Signore, io devo essere battezzato da Te!”.
Gesù ha risposto: ”No, per ora facciamo come sta scritto”!
1°- Come sta scritto è importante.Andiamo di preferenza nel N.T. a cercare “come sta scritto”.Nei Vangeli, nelle lettere di San Paolo, nelle lettere degli altri apostoli,
San Pietro,San Giacomo, San Giovanni, andiamo a cercare quello che sta scritto!
I protestanti, i testimoni di Geova, portano il Vangelo appresso, però fanno una confusione enorme. Noi portiamo dietro, se possibile, un Vangelo tascabile ovunque andiamo, teniamolo sul comodino della nostra stanza per poterlo leggere la sera, quando andiamo a riposare, leggere un versetto è già una indicazione, un richiamo a ciò che sta scritto, per tenerlo nel cuore.

vangelo2

Troppo poco contatto abbiamo con la Parola di Dio; a volte mi viene il sudore freddo, a sentire certi ragionamenti di gente magari che frequenta, ma non apre una volta il Vangelo. Se fai una domanda non sanno risponderti.
Un parroco mi diceva di aver chiesto ai due sposi che sono andati per prepararsi al matrimonio: “Gesù è Dio oppure no?” Hanno risposto : ”Non lo sappiamo!”
Battezzati, cresimati, si preparavano alla celebrazione delle nozze, ancora non sapevano che Gesù Cristo è Dio come il Padre.
Quando facciamo il segno della croce: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, esprimiamo il credo in un unico Dio in tre persone.
Quando facciamo la piccola preghiera del Gloria al Padre che conclude i Salmi, diciamo: Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo.
Tra poco noi consacreremo le ostie e il vino, il sacerdote chiederà al Padre di mandare lo Spirito Santo per consacrare, sacramentare quel pane e quel vino; questo è scritto.
Non è lecito rimanere nell’ignoranza.Quando il Signore Dio ci accoglierà per farci entrare a casa sua, qualcosa ce la domanderà. Può darsi che ci farà entrare senza domandarci niente?
A Padre Pio non avrà avuto da domandare niente, perché Padre Pio già viveva di Dio.
A noi domanderà molte cose.
Che cosa abbiamo fatto del tempo negli anni, cosa abbiamo fatto dell’intelligenza. Abbiamo imparato, capito, risolto mille problemi, ma il cuore e i sentimenti?Noi da dove prendiamo ispirazione per il bene da fare, da volere, per il perdono da donare a chi ci fa del male? Tutto sta scritto.
Questa è la prima riflessione: la parola di Dio che ci faccia vivere meglio il Vangelo!
2°- Abbiamo letto nel versetto: “La Vergine Madre racchiude nel suo grembo colui che il mondo intero non può contenere”.
E’ vero: Che interesse ha il Signore di andare ad abitare su Marte, sulla Luna, su Giove, o qualunque posto del mondo che egli ha creato?
Per lui è sempre tanto, e sta da per tutto, ma dove non sempre può stare e dove sempre vuole stare… me lo dite voi dov’è? “Nel nostro cuore”.
In uno dei tanti testi pubblicati, ho scritto proprio così: “Hai fondato il trono della tua regalità divina nel cuore dell’uomo, quello vuoi che sia la tua casa”.
Maria e Giuseppe vivono nella casa di Nazareth, ma devono correre in esilio, devono uscire spesso, per osservare la legge del Signore, Gesù nasce a Betlemme, non nasce nella casa di Maria o di Giuseppe; tribolazioni nella vita di Gesù!

fuga egitto

Gesù ha avuto due case che nessuno gli toglierà: il cuore di Maria e il cuore di Giuseppe; fedeli, tribolati ma felici, pieni di amore e di gratitudine.
Giuseppe ha fatto fatica all’inizio, forse ancor più di Maria.Maria si “turbò”. Poi piano piano hanno capito, hanno accettato e sono divenuti felici custodi. Maria come madre, Giuseppe come padre putativo di questo Dio incarnato.
Che paradiso quella casa! Immaginate quanti angeli erano a difesa della casa di Nazareth!
Un’antica tradizione vuole che per Maria, mille angeli… Se andate alla Madonna delle rose, trovate l’immagine della Madonna al centro e una fila interminabile di angeli che la custodiscono. Fu la visione di mamma Rosa.
Abbiamo capito dove vuole abitare Gesù, dov’è la sua casa?
Questa cappella dove stiamo celebrando la Messa è dedicata alla Famiglia di Nazareth.
3°- La terza riflessione è questa: la Madonna ha capito più di tutti la Parola scritta?
Sicuramente l’intelletto di Maria più di tutti è penetrato nel mistero di Dio creatore, redentore e santificatore.
Noi sappiamo che San Paolo era spesso rapito in estasi, contemplava Dio; Padre Pio altrettanto e dopo l’estasi diceva talvolta: ”Quanto è brutto vivere in questo mondo!” Chiaro, lui veniva dal paradiso! Però ci stava sulla terra, immolato, inchiodato per cinquant’anni con le piaghe di Cristo, perché voleva rendere più bello questo mondo!
Come il sangue di Gesù lava milioni di anime, così il sangue di Padre Pio e dei santi;le loro preghiere cambiano il volto di questa povera umanità.
Se non ci fossero i santi saremmo costretti a scappare in mezzo alle montagne.
Proprio così, la società diventerebbe una gabbia di leoni.
Quante volte Gesù ha spiegato, guardando la Madre, la verità del Regno dei Cieli? E’ una domanda che mi vado ponendo da qualche tempo.
Noi conosciamo le parole di Maria: allorché arriva l’Arcangelo, quando va a visitare Elisabetta e canta il Magnificat, quando presenta il Bambino Gesù per la purificazione, come stava scritto.
Quando la Madonna va sul Calvario e resta vicino al Figlio, non risulta che abbia pronunciato parole.
Lì, solo nel silenzio riusciva a seguire le orme di Gesù: contava le gocce del sangue e del sudore del Figlio, ascoltava i gemiti di Gesù, le parole di Gesù.
Il testamento più bello, Gesù lo ha dettato stando inchiodato sulla Croce:

— Donna ecco tuo figlio…

Figlio ecco tua madre… (Gv 19,26-27)

Perché mi hai abbandonato?… (Mc 15,34)

Nelle tue mani affido il mio spirito… (Lc 23,46)

Tutto è compiuto. (Gv 19,30) —

E’ il testamento di vita che Gesù affida alla Madre. Gli altri possono capire o non capire, essere attenti o distratti, addolorati o indifferenti, ma chi invece è tutta attenta e consumata dal dolore e accoglie le parole del Figlio, è proprio Lei

!di alla madre e al figlio

Sono gli insegnamenti supremi alla Madre sua che dovrà restare nel mondo perché la Chiesa abbia una Madre. Infatti la Madonna è Madre della Chiesa.
Gli apostoli hanno bisogno di una donna forte, che li raccolga nello smarrimento.
Dove erano questi apostoli mentre Gesù stava morendo sulla Croce?
Uno solo era lì, gli altri lontani per la paura.
Chi ha scelto Gesù, deve stare vicino a Lui, o il giorno di Pasqua o il venerdì santo,o la grande festa o il dolore, vicino a Gesù, nell’intimità della sua casa che è la Chiesa, come Lui è nell’intimità della nostra anima.
Questo appuntamento annuale ci ritrova qui nella preghiera di suffragio per le persone che hanno dato inizio all’Opera, come Madre Gabriella e Madre Delia e di tutte le persone che hanno collaborato.
E’ anche il nostro grazie: una Messa di suffragio per queste anime belle, che ci hanno preceduto nel cammino verso la casa del Padre.